La Signora delle Scope

C’era una volta una giovane fiammiferaia il cui nome era Bice. Era una ragazza tanto fortunata ma tanto che un giorno i genitori la vendettero alla Fiera dell’Est per due soldi. Però lei non si perse d’animo, e quando fu comprata da una strega che abitava in una casa fatta di dolci nel bel mezzo di una foresta, non si ribellò e anzi diventò la sua colf.
La piccola e indifesa Bice faceva tutto senza pensare male della strega, c’era solo una cosa sulla quale non trovava spiegazione, le dava continuamente da mangiare dolciumi e le diceva di ingrassare. La nostra piccola protagonista credeva di aver trovato l’America, anche se allora manco sapevano che c’era. Purtroppo per lo stomaco della strega però, la misera Bice non ingrassava neanche a gonfiarla con la pompa della bicicletta, che oltretutto non era ancora stata inventata e nessuno ci pensava a farlo, così un brutto giorno la nostra anoressica protagonista fu cacciata di casa e venne rivenduta alla Regina Nera, la quale viveva con il Re, gli alfieri, i cavalli, le torri e i pedoni, tutti neri!
Tante volte la nostra triste Bice si perdeva nei suoi pensieri, e tutte le volte arrivava a domandarsi: “Ma chi cacchio è l’architetto di ‘sta chiavica di casa con solo le piastrelle in terra, oltretutto bianche e nere?!“, era a quel punto che una delle tante volte la chiamò una strana vocina. Era la fatina buona che le chiese: “Oh povera ragazza, che ci fai in questo posto così triste?” e la nostra stranita protagonista in risposta le raccontò tutta la sua fortunata vita. A quel punto la fatina preferì suicidarsi piuttosto che ascoltare ancora le sfighe della misera fanciulla. Allora Bice, presa dallo sconforto, decise di scappare e andò nel bosco vicino dove trovò una casa piccolissima con sette lettini, sette seggioline, sette piattini e una dentiera. A quella vista la povera ragazza fuggì e fuggì fino a quando si chiese: “Ma perché sto scappando?!” e una voce le rispose: “E che ne so io!“, era la Lepre che però fu sorpassata dalla Tartaruga e così anche lei fuggì via.
Bice decise allora di trovarsi una casa tutta sua ma non sapeva come fare, fu così che contattò il Lupo del bosco vicino che era anche un venditore di villette. Questi le propose una casa in cui ci viveva ancora una nonnina, una casa di paglia, una casa di legno e poi anche una di mattoni, ma niente accontentava la nostra pignola protagonista. A quel punto il Lupo le fece un’ultima offerta, le propose un castello maledetto a prezzo stracciato che Bice accettò molto volentieri. Arrivata alla sua nuova proprietà, però, trovò tutte le persone addormentate e anch’ella divenne vittima della maledizione che aleggiava in quel posto.
Passarono giorni e giorni, fino a quando, due giorni dopo, arrivò un idraulico per riparare la lavatrice, che purtroppo per il suo lavoro non era ancora stata inventata, e non appena vide Bice decise di buttarla giù dal letto con una secchiata d’acqua. Così Bice si risvegliò e i due abitarono nel castello dove tutti dormivano, perché nessuno si era ricordato di svegliarli, e vissero per sempre felici e contenti mantenendo la fortuna che aveva tanto seguito Bice.

FINE

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